giovedì 25 giugno 2009

"Gli alleati di Berlusconi pensano ad un futuro senza di lui"

Da "La Repubblica" del 25/06/09

"Gli alleati di Berlusconi penano a un futuro senza di lui"
Dall'estero ancora critiche e analisi sulla situazione del premier
Il Financial Times sostiene di aver consultato "alte fonti governative"

Di ENRICO FRANCESCHINI



LONDRA - "Non siamo ancora al fuggi fuggi, ma importanti alleati di Silvio Berlusconi nella coalizione di governo stanno già contemplando un futuro senza di lui". E' uno scoop che in Italia varrebbe la prima pagina, quello che il Financial Times pubblica stamane, dedicando una pagina intera (la nona) al tema "il futuro di Berlusconi". Parlando con "alte fonti governative" a Roma, il quotidiano finanziario londinese raccoglie un messaggio che a quanto pare qualcuno, dall'interno del centro destra, ha deciso sia tempo di far diventare pubblico, scegliendo come megafono il giornale universalmente riconosciuto come il più autorevole e imparziale d'Europa.


"Sussurri spaventano la coalizione italiana", s'intitola la news analysis di Guy Dinmore. "Fedeli sostenitori di Silvio Berlusconi negano che si sarà un "fuggi fuggi" (in italiano nel testo originale) come conseguenza degli scandali che circondano la sua vita privata, ma importanti alleati nella coalizione di centro destra italiana stanno già contemplando un futuro politico senza il loro leader". Parlando con il Ft a condizione di mantenere l'anonimato, queste "alte fonti di governo" premettono di non credere che il 72enne presidente del Consiglio si dimetterà "presto". Eppure "ministri chiave" stanno iniziando a "posizionarsi" per l'eventualità che rivelazioni più dannose lo inducano a dimettersi. "Questo è uno scenario completamente nuovo, il panorama sta mutando", dice al quotidiano della City una delle fonti governative.

Un'altra fonte, definita "un collaboratore" di Berlusconi, dice che il governo teme che i magistrati annunceranno l'apertura di un'indagine giudiziaria formale nei confronti del premier proprio mentre egli ospiterà in Italia i leader mondiali per il summit del G8 del mese prossimo. "Paralleli vengono tracciati", osserva il FT, con il 1994, quando un tribunale inoltrò una comunicazione giudiziaria per corruzione a Berlusconi mentre il premier, all'epoca nel suo primo mandato, ospitava una conferenza internazionale sulla lotta alla criminalità: "il suo governo", ricorda il giornale, "cadde un mese più tardi, quando la Lega Nord uscì dalla coalizione".

L'articolo aggiunge che vari ministri hanno paura che le affermazioni di Patrizia D'Addario, la escort che afferma di essere andato a letto con Berlusconi a Palazzo Grazioli la notte dell'elezione di Obama, quando dice di avere foto e registrazioni del suo incontro con il premier, "si rivelino vere e dannose", o che le accuse che riguardano Giampolo Tarantini, l'imprenditore pugliese che accompagnò la D'Addario da Berlusconi, "si allarghino".


La "dinamica è cambiata", dicono le stesse fonti al FT. Primo, "c'è la sensazione che l'ambizione di Berlusconi di diventare presidente della repubblica al termine del suo mandato da primo ministro sia stata infranta". Secondo, "le elezioni europee hano dimostrato che gli elettori si stanno allontanando" dal Pdl. Infine, "l'immagine internazionale dell'Italia è peggiorata" e la Chiesa cattolica sta cominciando a "fare pressioni". Nonostante la sua reputazione di anfitrione miliardario che vizia gli amici con doni e fantastiche feste, gli alleati di Berlusconi "lo descrivono come un uomo isolato, con nessuno che si azzarda a dargli consigli". Il quotidiano londinese coglie una certa "malinconia" nell'intervista rilasciata dal premier al settimanale di sua proprietà "Chi", quando ricorda che nell'ultimo anno ha perso la madre e la sorella, oltre a sua moglie per il divorzio.

L'articolo si conclude con una suddivisione degli schieramenti all'interno del governo. I ministri la cui sopravvivenza politica dipende da Berlusconi sono i più accesi nel difenderlo: come Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Franco Frattini (Esteri). Le donne, incluse Maria Carfagna (Pari Opportunità) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente), gli sono fedeli, ma nelle "attuali circostanze", ovvero nel mezzo di uno scandalo a base di call-girls e incontri con minorenni, "sono a disagio a parlare" in sua difesa. "Poi ci sono figure chiave che sono rimaste per lo più in silenzio, vedendo un futuro oltre Berlusconi, con la speranza che una successione sia ordinata". Gianni Letta, scrive il FT, sta già facendo di fatto le funzioni di primo ministro. Giulio Tremonti, il ministro delle Finanze, ha il vantaggio di stretti legami con la Lega Nord.

Ma le fonti interpellate dal quotidiano della City notano un serio ostacolo alle dimissioni del premier, a parte la sua ostinazione personale: l'immunità dalle incirminazioni, varata dalla sua larga maggioranza in parlamento, "dura solo fino a quando lui rimane in carica".

Un secondo articolo, sempre sul Financial Times, firmato da James Blitz, ex-corrispondente da Roma e ora corrispondente diplomatico, osserva che la questione critica per i governi occidentali non è tanto che Berlusconi si stia "gravemente danneggiando" a causa dei suoi legami con "modelle e starlette", non è quello che egli fa nella sua vita privata, ma se può aiutarli a risolvere i pressanti problemi con cui si confrontano gli Usa e l'Unione Europea. Per Barack Obama, Berlusconi è un leader con cui "è necessario mettersi d'accordo", e il FT cita l'impegno militare italiano in Afghanistan e la recente decisione del premier di accettare nel nostro paese alcuni detenuti di Guantanamo a testimonianza dell'importanza che l'Italia ha per Washington. "Ma Obama è chiaramente meno preso da Berlusconi di quanto fosse George W. Bush", prosegue l'articolo, rilevando come il presidente americano abbia incontrato vari leader nel suo tour europeo in aprile, ma non il premier italiano.

La minore influenza di Berlusconi sull'America "non è interamente colpa sua", afferma una fonte diplomatica consultata da Blitz: oggi in Francia e in Germania ci sono governi più pro-americani rispetto a due anni fa, e dunque gli Usa hanno meno bisogno del sostegno italiano. In più, ci sono azioni intraprese da Berlusconi che lo hanno reso "un alleato difficile". Una è la sua decisione di firmare un accordo con la Russia per portare il gas in Europa, in competizione con un gasdotto occidentale che passerà dal'Asia Centrale. "Il sostegno di Berlusconi per Putin su questo causa molta rabbia a Washington e Bruxelles" dice un diplomatico della Ue. Altri aspetti dello stile di Berlusconi che irritano gli Usa e la Ue sono "la sua ossessione di poter essere un mediatore tra Obama e il suo amico Putin" e il tentativo di stabilire un dialogo autonomo con l'Iran. Non ultima, la sua decisione di tenere il summit del G8 all'Aquila "sta provocando nervosismo" nelle capitali mondiali. Riassume il Ft nel titolo: pur alleato indispensabile, Berlusconi "sta mettendo alla prova la pazienza di Usa e Ue".

Un altro articolo di rilievo appare oggi sulla stampa britannica: una news analysis di Richard Owen, il corrispondente da Roma, sul Times, che commenta il "grande vantaggio" di cui Berlusconi dispone come proprietario e controllore politico dei media, in particolare televisivi. "Se Berlusconi dovesse dimettersi domani", comincia l'articolo, "la grande maggioranza degli italiani che ricevono le informazioni solo dalla tivù ne saprebbero poco o nulla". Owen riporta il fatto, di cui l'opinione pubblica britannica e mondiale non sono perfettamente a conoscenza, che Berlusconi possiede i tre canali televisivi di Mediaset e controlla la maggior parte dell'informazione televisiva della Rai in quanto capo della coalizione di governo.

Tra gli articoli sul caso Berlusconi pubblicati da altri giornali britannici, spicca poi la vignetta del Sun: un parcheggio pieno di limousine per il summit del G8, ciascuna con una bandierina della nazione che rappresenta sul cofano; quella italiana è letteralmente ricoperta di giovani ragazze maggiorate e seminude, che lavano la macchina brindando con calici di champagne.

giovedì 11 giugno 2009

Che referendum del ca__o

Se posso fare un appello agli italiani, non andate a votare il referendum che si terrà tra dieci giorni o, se avete il ballottaggio in comune e/o provincia, non ritirate la scheda per il referendum.

Io personalmente attenderò di vedere a metà domenica la percentuale di votanti per decidere se votare o no, ma andrò solo se nel primo pomeriggio della domenica ci sarà stato poco astenzionismo. In quel caso, valutando un probabile raggiungimento del quorum, andrò a votare un bel NO ai primi due questiti.
Io sarei per un sistema proporzionale, ma certo ognuno la vede a modo suo; quello di cui sono sicuro, però, è che un partito (o lista) che abbia vinto le elezioni con percentuali basse (magari solo il 30% o il 35% dei voti) abbia la maggioranza assoluta dei parlamentari non è giusto nè democratico.
Sono anche convinto che, per quanto il 3° quesito sia fondamentalmente accettabile, credo che sia errato l'impianto complessivo del referendum. Lo stesso non tocca infatti arcomenti più cocenti quali, per esempio, la reintroduzione delle preferenze e l'opportunità di attuare un bicameralismo perfetto.

Se astenersi alle elezioni è sbagliato, perchè si delega ad altri la possibilità di scegliere chi ci governa, non andare a votare un referendum è un segale di scelta, proprio come votare SI o NO. Astenetevi. Non votare vuol dire far capire che questo referendum è sbagliato e intile e che agli italiani interessa cambiare ben altre cose dell'attuale legge elettorale.

sabato 16 maggio 2009

Razzisti che non siamo altro

Italiani popolo di emigranti, Italiani gente aperta, Italiani popolo d'umanisti...ma dove?

Italiani popolo dalle mille rivalità, Italiani poloplo di razzisti e xenofobi.

A Siena se nn sei senese sei malvisto, e nn provarti a venire da più a sud di Grosseto se no sei anche un terrone di merda.
A Milano fanno prima, per chiarire da subito come stanno le cose stanno per far delle ordinanze speciali: posti riservati ai milanesi sui mezzi pubblici.

Se non riusciamo a essere uniti come Nazione come possiamo accettare chi viene da un altreo Paese?? Perchè dobbiamo continuare a credere che chi non è come noi è da temere o da sfruttare?
Purtroppo l'idea è oramai diffusa. l'informazione del terrore dei mezzi di comunicazione, soprattutto la TV, aiuta a dipingere gli africani asitici ed est-europei come il cancro che sta portando al declino il nostro paese. A sentire i telegiornali parrebbe che la stragrande maggioranza dei reati sono commessi da stranieri quando è vero il contrario. Per esempio, solo il 9% delle violenze sulle donne, sessuali e non, sono compiute da stranieri; questo vuol dire che 9 volte su 10 se c'è uno stupro la colpa è di un nostro connazionale.

Ci stiamo comportando esattamente come un secolo fa si comportavano con noi gli Americani quando, da migranti, sbarcavamo a Boston o a New York in cerca di un lavoro per mantenere la nostra famiglia. E' come gli Americani additavano tutti gli italiani come mafiosi e criminali, così facciamo oggi con senegalesi, nigeriani, afgani, rumeni e cinesi.
Sapete qual'è la differenza?? Un secolo in cui avremmo dovuto imparare i valori dell'uguaglianza, del rispetto e dell giustizia in cui invece, negli ultimi vent'anni soprattutto, siamo regrediti a scimpanzè ignoranti che mangiano patatine stravaccati sul divano a guardare Amici, Uomini e Donne o il Grande Fratello e che credono che Studio Aperto sia davvero un telegiornale.

venerdì 8 maggio 2009

Ebano - Modena City Ramblers

Sono nata dove la pioggia porta ancora il profumo dell'ebano Una terra là dove il cemento ancora non strangola il sole Tutti dicevano che ero bella come la grande notte africana E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera... A sedici anni mi hanno venduta, un bacio a mia madre e non mi sono voltata Nella città con le sue mille luci per un attimo mi sono smarrita... Così laggiù ho ben presto imparato che i miei sogni eran solo illusioni E se volevo cercare fortuna dovevo lasciare ogni cosa Ebano... Jack O's bar, Parade hotel, from me une Ebano... Spesi tutto quello che avevo per il viaggio e per i miei documenti A palermo nel '94 eravamo più di cento giù al porto... Raccoglievo le arance e i limoni in un grande campo in collina Lavoravo fino a notte inoltrata per due soldi e una stanza nascosta Ebano... It's a long long night It's a long long time It's a long long road Ebano... Poi un giorno sono scappata verso Bologna con poca speranza Da un'amica mi sono fermata, in cerca di nuova fortuna Ora porto stivali coi tacchi e la pelliccia leopardata E tutti sanno che la Perla Nera rende felici con poco... Ebano... Jack O's bar, Parade hotel, for me une Ebano... Ebano... It's a long long night It's a long long time It's a long long road Ebano... Perciò se passate a Bologna, ricordate qual è la mia storia Lungo i viali verso la sera, ai miei sogni non chiedo più nulla Ebano...

sabato 25 aprile 2009

Il cuore palpita,
Una lacrima scende,
Nel tuo viso la luce,
Nel tuo silenzio la morte.

domenica 12 aprile 2009

Mi dispiace per l'Abruzzo ma...

Come a tutti gli italiani, credo, dispiace immensamente per ciò che è successo in Aruzzo. Il terremoto che ha distrutto L'Aquila e i paesi limitrofi, causando circa 300 morti e migliaia di feriti, è un disastro che sarà per anni ed anni ricordato.
Giustamente stampa e TV ci stanno tenendo informati su cosa accade e ci spiegano come aiutare le decine i migliaia di persone che si trovano senza casa e, magari, con familiari o amici deceduti, feriti o dispersi.
Bisogna però anche dire che la cosa sta monopolizzando un po' troppo l'informazione o, sarebbe meglio dire, lo fa nella maniera sbagliata. Tutti vedono nei servizi dei TG giornalisti zelanti lanciarsi verso il pover'uomo o la povera donna, magari in lacrime, facendo domande sciocche quanto offensive come "Ha sentito il terremoto?", "Ha avuto paura??", "Adesso come si sente?", "Ma come mai sta dormendo in macchina?", "Ah, oggi non ha mangiato niente?!...Come mai? Non aveva fame?".
Bene ha fatto il Presidente della Repubblica Napolitano, qualche giorno fa, a mandare letteralmente a quel paese i giornalisti ed altrettanto giustamente oggi ha ricordato il fatto il Presidente della Camera Fini, aggiungendo che lui non sarebbe stato "altrettanto diplomatico".
Questi atti di sciaccallaggio mediatico francamente mi disgustano.
E' proprio questo tipo di giornalismo che disincentiva la popolazione ad informarsi, che allontana la gente da una sana curiosità verso ciò che accade nel mondo. La nostra è una televisione di tragedie spiattellate in prima serata da Bruno Vespa, di Reality Show e di Tolk Show in cui lo spettacolo sono i litigi e le zuffe; una televisione in cui per diventare qualcuno basta non saper fare pressochè niente. "Vieni bella ragazzina, perchè non partecipi?! Basta che scopri gambe e tette, fai un po' la maiala, sfoggi la tua abissale ignoranza, litighi con chiunque ti sia attorno e vedrai che sarai famosa e piena di fan."

sabato 11 aprile 2009

Aragorn-Il Ritorno del Re

“Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno!!! Ci sarà l’ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo, per tutto ciò che ritenete caro in questa bella terra, io vi invito a resistere uomini dell’Ovest!!!"